Il clima non ci fa più né caldo né freddo

da IL CORRIERE DELLA SERA – Ferruccio De Bortoli
In altri momenti storici, ci saremmo allarmati e ne avremmo discusso a lungo. Secondo il rapporto di Copernicus, il Centro europeo che studia i cambiamenti climatici, quest’anno verrà superato, per la prima volta, l’aumento globale delle temperature di 1,5 gradi rispetto all’era preindustriale (1850-1890). L’anno che sta per finire sarà il secondo più caldo di sempre. Ed è una modesta consolazione pensare che sia stato più temperato del 2024, condizionato però dal fenomeno del Niño.A dieci anni dall’Accordo di Parigi, che si proponeva di contenere l’aumento delle temperature entro il grado e mezzo, e a pochi giorni dal mesto fallimento della Cop30 di Bélem in Brasile, la lotta al riscaldamento climatico sembra essere destinata a una prematura sconfitta. Del resto se per Trump è un falso problema, anzi addirittura una truffa, non c’è da stupirsi.L’Unione europea si trova nella condizione di dover rinunciare ad alcuni degli obiettivi del Green Deal – dalle certificazioni per le imprese al limite del 2035 per la fine del motore endotermico – non privi peraltro di eccessi e penalizzanti per l’industria continentale. Diversi Stati membri (ultima la Repubblica Ceca del neoeletto premier Babis) e partiti sovranisti con sempre più consenso, sono su posizioni vicine al negazionismo trumpiano. Per fortuna (relativa) gli obiettivi di sostenibilità sono ormai irrinunciabili per molte aziende. Perché la transizione, oltre ad essere indispensabile per la salute del pianeta, conviene.Non si può smettere di investire in fonti con basse emissioni climalteranti. E la concorrenza cinese avviene anche e soprattutto nelle tecnologie «verdi», nelle quali il nostro Paese ha non poche potenzialità. Rimane senza spiegazioni la rimozione collettiva in atto dell’emergenza climatica, probabilmente priva di alcuna regia. Spontanea, e forse è persino peggio. La lotta al riscaldamento climatico non torna d’attualità nemmeno in occasione dei sempre più frequenti disastri ambientali. Come se ci fossimo arresi.