La matematica del clima: restare entro 1,5°C…

Uncategorized

La nota società di consulenza aziendale e strategica McKinsey ha pubblicato pochi giorni fa uno studio1 sui modi per arrivare a contenere il riscaldamento climatico entro 1,5°C, obiettivo che secondo gli scienziati “ridurrebbe le probabilità di dare inizio agli effetti più pericolosi ed irreversibili dei cambiamenti climatici”1.

“La buona notizia è che l’obiettivo 1,5°C è tecnicamente perseguibile. La cattiva notizia è che la matematica fa paura. Un tale obiettivo richiederebbe drastiche riduzioni delle emissioni nei prossimi dieci anni, a partire da ora”1 che riguarderebbero sia le imprese, che i governi e i cittadini, in particolare “nel cibo che mangiano e nel modo in cui si spostano”1.

“Dovrebbe decarbonizzarsi ogni settore dell’economia…se l’azione di riduzione di qualche fonte emissiva dovesse ritardare, altre dovrebbero compensarla” 1.

Per meglio comprendere le trasformazioni necessarie McKinsey ha elaborato tre scenari:

  • Nel primo le riduzioni sarebbero ampie e profonde in ogni settore;
  • nel secondo si presume che il petrolio e gli altri combustibili fossili rimangano predominanti nei trasporti, richiedendo a compensazione una riforestazione più ampia;
  • nel terzo si presume invece che i combustibili fossili continuino a dominare nella produzione energetica, chiedendo a una più veloce riforestazione di compensare le mancate riduzioni.

In breve il ‘budget carbonico’, cioè le emissioni di CO2 che potremmo ancora permetterci ammontano a 570 miliardi di tonnellate entro il 2050, anno in cui dovrebbero azzerarsi.

Da sottolineare che ai ritmi emissivi attuali il budget di 570 sarebbe già consumato nel 2031.

Lo scenario prevede quindi che le emissioni di CO2 si dimezzino nel 2030 rispetto al 2010, e quelle degli altri gas serra si riducano del 40%.

Una transizione che richiede “cinque grandi cambiamenti del busibess, dell’economia e sociali”1.

Lo scenario di partenza, al 2016, è il seguente:

Figura 1 – Il peso assoluto e relativo delle emissioni dei diversi settori.Tratto da McKinsey1.

In breve, rimandando gli interessati all’articolo, le azioni da attuare sono le seguenti.

Cibo e foreste – “La fonte maggiore di emissioni dell’agricoltura, quasi il 70%, proviene dalla carne dei ruminanti, i bovini…con emissioni superiori di dieci volte a quelle di pollame e pesce e 30 volte dei legumi”1. La riduzione necessaria è di dimezzare al 2050 la quota di proteine da bovini.

Bisogna inoltre ridurre le emissioni dalla coltivazione del riso e ridurre lo spreco alimentare, che oggi è circa un terzo della produzione totale.

E’ necessario ridurre radicalmente la deforestazione.

Elettrificare le nostre vite – Si devono diffondere i veicoli a trazione elettrica, fino a dimezzare nel 2030 quelli a motore a combustione interna e ridurre contemporaneamente i chilometri percorsi in auto a favore del trasporto pubblico.

L’elettrificazione si deve estendere anche a riscaldamento e raffrescamento domestico, in case in cui deve essere migliorato l’isolamento e la gestione energetica.

Industria – Sostituire nei processi industriali a temperature basse o medie, i combustibili fossili con l’elettricità, mentre per quelli ad alta temperatura la prospettiva è l’idrogeno e le celle a combustibile. L’industria dovrà poi muoversi verso l’economia circolare e l’efficienza energetica.

Energia – Qui sarà lo sforzo maggiore, perché la progressiva elettrificazione di edifici, trasporti e industria necessiterà di una produzione elettrica in larga parte decarbonizzata, moltiplicando il ricorso a rinnovabili come solare ed eolico da cinque a nove volte entro il 2030.

Biocarburanti ed idrogeno potranno sostituire i combustibili fossili nel settore dei trasporti pesanti, aerei e marittimi.

Sequestro del carbonio – Malgrado le incertezze sulla reale applicabilità su larga scala della cattura e stoccaggio del carbonio e della cattura diretta dall’atmosfera, molti scenari relativi all’obiettivo 1,5°C fanno affidamento su di esse. Più praticabile e plausibile ricorrere a quella tecnologia che funziona già da milioni di anni, le foreste, con un impegno straordinario annuo di riforestazione pari, da qui al 2030, ad una superficie equivalente all’Islanda.

1 – McKinsey quarterly – CLIMATE MATH: WHAT A 1.5-DEGREE PATHWAY WOULD TAKE – 

Fulvio Fagiani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *