Abbiamo visto per voi Planet of the Humans, il nuovo doc prodotto da Michael Moore

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Titolo non nostro ma preso all’articolo qui sotto riportato nella sua interezza col link valido per un mese per vedere il documentario scritto e diretto da Jeff Gibbs e prodotto da Michael Moore.

Da sloowfood.it – News – A cura di Michela Marchi m.marchi@slowfood.it

24/04/2020

Ed ecco dopo oltre quaranta giorni di reclusione che arriva Michael Moore a darci un bel pugno in pancia. La sera del 22 aprile, Giornata mondiale della Terra, dopo il giro di telefonate quotidiano, trovo Jonathan intento a guardarsi Planet of the Humans, il doc diretto dal regista e ambientalista Jeff Gibbs e prodotto da Moore. Cerco di sfuggire alla bastonata sento arrivare (certe volte mi chiedo perché costringermi a scoprire tutti i mali del mondo), ma non riesisto, spinta in egual misura da masochismo e curiosità.

Ben che faccio. Mi ritrovo ad apprezzare un lavoro meticoloso, solido, un gran bello sbattimento che – in pieno stile Moore – mette in discussione le certezze acquisite mentre moltiplica le domande. E purtroppo anche il senso di sconfitta.

Gibbs, che come Moore non le manda certo a dire, fa crollare parecchi miti sulle rinnovabili, anzi non ne salva una: il fotovoltaico non è efficiente, i pannelli hanno tempi di vita brevi, le batterie sono fatte di prezioso materiale estrattivo silicio, cobalto, argento, grafite… L’eolico funziona solo a intermittenza con una efficienza esigua. Entrambe le tecnologie hanno bisogno di molti combustibili fossili nella loro produzione. Le bio masse sono quanto di peggio potessimo immaginare, deforestazione inclusa. Occhio che quando si parla di biocarburanti ci sono scene molto crude, tra alberi dai tronchi giganteschi segati e mucche tritate. Non ho fatto in tempo a chiudere gli occhi e ho sofferto molto.

Nessuno ne esce pulito, anzi. Gli interessi sono tanti, le commistioni pure, persino Al Gore, tra i maggiori leader del movimento ambientalista statunitense, ha i suoi ingombranti scheletri nell’armadio.

Fa sorridere, senza sorprendere, l’incursione di Gibbs dietro le quinte dei festival musicali che dichiarano solennemente utilizzare il 100% di energia rinnovabile. Peccato che poi quando si contano i pannelli sono appena sufficienti ad alimentare un basso. Il resto viene fornita dalla vecchia e cara centrale elettrica alimentata da combustibili fossili.

La tesi che Gibbs vuole dimostrare è molto semplice: il capitalismo, con riuscite operazioni di green washing (che espressione vetusta ) si è mangiato l’ambientalismo.

E in effetti Planet of the Humans conferma quello che già pensavo: non può esserci ambientalismo senza un ribaltamento (o meglio la fine) del capitalismo. Il rischio, guardando questo doc, è di alzare le mani e dirsi, «mi arrendo, è tutto inutile», o pentirsi delle scelte fatte, tipo ricoprire il tetto di casa di pannelli solari (non ci dormo la notte).

Ma dopo subito dopo, emerge quella sensazione che sono convinta non sono la sola a sentire, che tutte e tutti abbiamo inteso, per quanto non ci piaccia. Non possiamo sostenere questo ritmo di consumo delle risorse, non basterà cercare forme alternative di energia, di trovare l’Eldorado dell’energia “pulita”. C’è solo una unica via: ridurre. Per prima cosa lo spreco, a cominciare da quello di cibo. E poi i nostri consumi, i viaggi usa e getta, i vestiti a poco prezzo che riusciamo a indossare un paio di volte prima che diventino stracci, il cibo a cui non diamo più valore, la carne ogni giorno, le bistecche a 4.99, l’all you can eat di sushi allevato, i mango acerbi avvolti da plastica al supermercato. Lo sperpero senza ritegno insomma.

A nessuno piace la rinuncia, ma se penso alla vita di mia madre rispetto alla mia è lontana anni luce. Nonostante cerchi di fare attenzione il più possibile alle mie scelte di acquisto, i viaggi, le uscite, i ristoranti, la varietà di cibo a disposizione, il ritmo delle giornate ci allontanano di generazioni. Eppure mamma aveva solo 25 anni più di me.

Ecco, non è un invito della vita semplice, alla retorica del ritorno alla campagna (anche se, come già detto, dalle campagne bisogna ripartire) o dell’ “era meglio prima”.

È l’invito a una vita più sobria, a comportamenti ragionati. A godersi la festa quando arriva, che se si fa festa tutti i giorni – altro grande insegnamento di mamma Paola – poi non c’è più gusto.

Oppure arriva una pandemia mondiale a tenerci tutti a casa.

Planet of the Humans è disponibile per un mese su you tube. Nel video c’è la possibilità di scegliere i sottotitoli in inglese e la qualità di definizione.

1 thought on “Abbiamo visto per voi Planet of the Humans, il nuovo doc prodotto da Michael Moore

  1. Per un giusto contraddittorio riporto quest’articolo del Guardian nel quale viene riferita la richiesta di esperti sul clima d censurare il documentario perché pericoloso.

    Climate experts call for ‘dangerous’ Michael Moore film to be taken down
    Planet of the Humans, which takes aim at the green movement, is ‘full of misinformation’, says one online library
    The Guardian – Oliver Milman Tue 28 Apr 2020 13.54 BST

    A new Michael Moore-produced documentary that takes aim at the supposed hypocrisy of the green movement is “dangerous, misleading and destructive” and should be removed from public viewing, according to an assortment of climate scientists and environmental campaigners.
    The film, Planet of the Humans, was released on the eve of Earth Day last week by its producer, Michael Moore, the baseball cap-wearing documentarian known for Fahrenheit 9/11 and Bowling for Columbine. Describing itself as a “full-frontal assault on our sacred cows”, the film argues that electric cars and solar energy are unreliable and rely upon fossil fuels to function. It also attacks figures including Al Gore for bolstering corporations that push flawed technologies over real solutions to the climate crisis.
    Planet of the Humans has provoked a furious reaction from scientists and campaigners, however, who have called for it be taken down. Films for Action, an online library of videos, temporarily took down the film after describing it as “full of misinformation”, though they later reinstated it, saying they did not want accusations of censorship to give the film “more power and mystique than it deserves”. A free version on YouTube has been viewed more than 3m times.
    A letter written by Josh Fox, who made the documentary Gasland, and signed by various scientists and activists, has urged the removal of “shockingly misleading and absurd” film for making false claims about renewable energy. Planet of the Humans “trades in debunked fossil fuel industry talking points” that question the affordability and reliability of solar and wind energy, the letter states, pointing out that these alternatives are now cheaper to run than fossil fuels such as coal.
    Michael Mann, a climate scientist and signatory to Fox’s letter, said the film includes “various distortions, half-truths and lies” and that the filmmakers “have done a grave disservice to us and the planet by promoting climate change inactivist tropes and talking points.” The film’s makers did not respond to questions over whether it will be pulled down.
    Planet of the Humans has been shown at Moore’s Traverse City film festival, where the producer said it was “perhaps the most urgent film we’ve shown in the 15-year history of our film festival”. Jeff Gibbs, who wrote and directed the film, has suggested that unrestrained economic and population growth should be the target of environmentalists’ efforts rather than technological fixes.
    Climate activist Bill McKibben, one of the targets for the film for allegedly being influenced by corporate money and for supporting the burning of biomass such as wood chips for energy, said the characterisations are untrue. McKibben has previously changed his views on biomass energy, which he now sees as being detrimental to climate action, and claims he has “never taken a penny in pay” from any environmental group.
    “I am used to ceaseless harassment and attack from the fossil fuel industry, and I’ve done my best to ignore a lifetime of death threats from rightwing extremists,” McKibben said. “It does hurt more to be attacked by others who think of themselves as environmentalists.”
    Renewable energy has long been portrayed as expensive and unreliably intermittent by oil and gas companies and their lobby groups, which have spent several decades questioning the veracity of climate science and undermining efforts to radically reduce planet-heating emissions.
    In fact, the technology used for wind and solar energy has improved markedly in recent years, while the costs have plummeted. While electric cars often require fossil fuel-generated energy to produce them and provide the electricity to fuel them, research has shown they still emit less greenhouse gas and air pollutants over their lifetime than a standard petrol or diesel car.

    Generating all power from renewables will take significant upgrades of grid infrastructure and storage but several researchers have declared the goal feasible, most likely with carbon-capture technology for remaining fossil fuel plants. Scientists say the world must reach net zero emissions by 2050 to head off disastrous global heating, which would likely spur worsening storms, heatwaves, sea level rise and societal unrest.

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