La transizione ambientale, economica e sociale

con Emanuele Felice e Chiara Braga.

Non bastano rinnovabili, efficienza energetica, economia circolare, serve un programma economico e sociale che si integri con la transizione ecologica.

Ma a che punto siamo? Ne parleremo a Materia giovedì 28 maggio

di Fulvio Fagiani – Redazione Clima&ambiente

Dopo i fatti degli ultimi mesi, non solo agli occhi degli esperti e degli addetti ai lavori, ma anche a quelli del semplice cittadino, gli obiettivi della transizione energetica coincidono con quelli della sicurezza energetica e della competitività, come ricorda anche un recentissimo rapporto della Banca Centrale Europea.

Due conflitti in soli quattro anni, l’Ucraina nel 2022 e l’Iran nel 2026, hanno reso chiaro a tutti loro che l’obiettivo primario è ridurre sempre più la dipendenza dai combustibili fossili.

A maggior ragione per l’Italia, che dipende dall’estero per il 73,9% dalle importazioni di fonti energetiche, ed ha il più elevato costo dell’energia elettrica in Europa, pari, nel 2025, a 116 euro per MWh contro la media Ue a 85 euro/MWh (fonte Commissione Europea), che grava sulle spalle dei cittadini e delle imprese.

Sull’intreccio tra questione ambientale, economica e sociale e sulle possibili soluzioni parleranno l’economista Emanuele Felice e l’on.Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati, nell’evento in programma nell’agorà di Materia il 28 maggio, alle ore 21, a Castronno (VA), Via Confalonieri 5.

Per iscriversi all’evento: https://www.eventbrite.it/e/1987133907008?aff=oddtdtcreator

La politica economica proposta da Felice.

Uno dei temi più interessanti del pensiero di Emanuele Felice – economista e saggista italiano da qualche mese in libreria con Manifesto per un’altra economia e un’altra politica (Feltrinelli, 2025) è l’idea che la transizione ecologica non possa essere affrontata separatamente dalla questione sociale ed economica. 

Felice insiste sul fatto che la conversione ecologica richiede redistribuzione della ricchezza, investimenti pubblici e nuove politiche fiscali. Senza strumenti di equità, infatti, il rischio è che i costi della transizione ricadano soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione.

La sostenibilità, in questa prospettiva, non è solo una questione tecnologica ma un progetto di trasformazione sociale ed economica.

Tra le proposte che Felice avanza spiccano una fiscalità più progressiva, la tassazione dei grandi patrimoni e delle rendite finanziarie, investimenti pubblici per accelerare la transizione energetica, un reddito universale e nuovi strumenti per ridurre le disuguaglianze educative e di accesso alla conoscenza.

Felice dedica molte pagine al ruolo che il pubblico deve esercitare, andando ben oltre l’impostazione che ha dominato le politiche economiche degli ultimi decenni.

Il suo libro si inserisce infatti in un clima culturale di ridiscussione della teoria economica con la pubblicazione di testi che criticano i fondamenti del liberismo e provano a tracciare percorsi differenti in cui l’economia non è lasciata solo al libero dispiegarsi delle forze di mercato, ma è guidata dalle istituzioni democratiche a beneficio del benessere collettivo (e democraticamente definito). 

Tra i contributi di altri studiosi, Felice cita nel suo libro le ‘missioni strategiche’ di Mariana Mazzucato e l’elaborazione sul ruolo delle imprese pubbliche di Fabrizio Barca.

Dobbiamo ricordare che Felice è soprattutto uno storico dell’economia, ed ha rivestito anche un ruolo politico come responsabile economico del Partito Democratico per circa un anno.

Ma quanto la politica, e le forze progressiste in primo luogo, sono pronte a guidare una trasformazione così impegnativa e profonda?

La sfida per le forze politiche.

All’on. Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati, spetterà raccogliere le sollecitazioni di Felice e tradurle in riflessione politica.

Le forze politiche sembrano essere, nel loro insieme, estranee al dibattito in corso sull’esaurirsi del liberismo e sulla necessità di delineare progetti di profonda trasformazione economica e sociale.

La stessa sinistra politica ha espresso molte volte il capo del governo (Prodi, Letta, Renzi, Gentiloni), ma non se ne ricordano riforme dello stesso rilievo di quelle varate negli anni ’70 del secolo scorso, quando pure non aveva ruolo di governo, come lo Statuto dei lavoratori, il Servizio Sanitario Nazionale, il divorzio e l’aborto.

É pronta oggi ad impegnarsi in quella riforma fiscale auspicata da Felice e nella missione strategica di sostenere nello stesso tempo transizione energetica, sicurezza energetica e competitività?

O a predisporre una roadmap di uscita dalle fonti fossili come quella che ha presentato la Francia alla Conferenza di Santa Marta dell’aprile scorso?

Un dibattito necessario

Sono queste le domande si discuterà nell’incontro pubblico con Emanuele Felice e Chiara Braga di giovedì 28 maggio a Materia, allargando lo sguardo dall’immediatezza delle cronache politiche, alle vere domande che gli sconvolgimenti geopolitici e sociali e le molte crisi che si sono intrecciate ci stanno ponendo.

Un modo, speriamo, di rilanciare un dibattito pubblico aperto che coinvolga non solo professionisti della politica, ma cittadini e soggetti sociali desiderosi di contribuire alle decisioni collettive.

La Redazione Clima-Ambiente nasce per rilanciare nel dibattito pubblico la consapevolezza e l’urgenza delle crisi climatica e ambientale, favorendo un confronto fondato su conoscenze scientifiche solide e sull’esperienza concreta dei diversi attori sociali. Intende promuovere una cultura della transizione ecologica come opportunità di benessere, pace e cooperazione, contrastando la disinformazione e restituendo fiducia alla partecipazione collettiva nel costruire soluzioni sostenibili per il futuro