La cooperazione fa la forza, anche nella battaglia climatica

da Clima e ambiente de IL CORRIERE DELLA SERA

EDOARDO VIGNA

Più di 32.000 pannelli solari installati sui tetti del mercato alimentare Central de Abasto a Città del Messico, uno dei più grandi mercati alimentari del mondo, saranno utilizzati per alimentare gli autobus elettrici della capitale: un bell’aiuto per la nuova presidente, Claudia Sheinbaum, nel raggiungimento dell’obiettivo di promuovere l’energia pulita nel Paese, ad oggi in prevalenza dipendente dai combustibili fossili. Era stata lei stessa ad annunciare l’installazione solare sui tetti dell’hub alimentare di 327 ettari (pari ad altrettanti campi di calcio) due anni fa, quando era ancora sindaca della capitale. I pannelli sul tetto già producono energia per il fabbisogno del mercato (che apre ogni giorno alle 4 del mattino e fa girare ogni giorno 100.000 tonnellate di prodotti), a gennaio il surplus verrà incanalato verso il sistema di trasporto della città: più di 300 autobus ne verranno alimentati.

È questa collaborazione fra il grande mercato e il servizio pubblico che mi piaceva mettere in evidenza: nel numero di Pianeta 2030 che esce domani, 19 dicembre (ricordatevi di chiederlo gratis in edicola) ne potrete trovare un’altra. In questo caso, racconta Ludovica Amici, è la metropolitana di Barcellona a reindirizzare l’energia prodotta dalle frenate dei treni all’alimentazione delle colonnine di ricarica delle auto elettriche in superficie. È dalle collaborazioni che si potrà estrarre soluzioni sempre più interessanti per la transizione ecologica (ed energetica in particolare).

Ci aiuta ad allargare il ragionamento Jonathan Silvertown, ecologo evoluzionista che insegna a Edimburgo. Ha scritto un libro interessantissimo, edito in Italia da Bollati Boringhieri, che si intitola Cooperare per la vita e affronta l’eterna questione del contrasto tra competizione e cooperazione in natura. Un tema cruciale, dal quale deriva tutto il resto: lo scontro tra queste due visioni alternative è alla radice stessa della teoria evoluzionistica. Il darwinismo classico propendeva in qualche modo per la competizione – e d’altra parte, risalendo ancora più indietro, veniamo tutti dall’homo homini lupus di hobbesiana memoria (l’uomo è un lupo per l’uomo) – altri, come l’anarchico russo Pëtr Kropotkin, difendevano la causa della cooperazione.

Silvertown parte dalla società umana e mostra come quest’ultima sia fondamentale per le cellule che formano i nostri organi, per la simbiosi tra organismi, per i geni che interagiscono tra loro, per l’origine stessa della vita. È la cooperazione che ha permesso alla vita di prosperare e diventare complessa; senza di essa, la vita stessa non sarebbe mai iniziata. Insomma, gli uomini collaborano per far prosperare la società, solo dall’aiuto reciproco deriva il miglioramento delle condizioni di tutti, non esiste nessuna «mano invisibile» (giusto per richiamare la metafora di Adam Smith, un altro dei capisaldi della filosofia e dell’economia a cui ancora oggi molti si richiamano) che guidi gli egoismi all’interesse comune.

Più moltiplicheremo le occasioni per permettere il reciproco aiuto nella direzione della decarbonizzazione – cooperazioni concrete come quelle di Città del Messico e di Barcellona, o come le Cer, le Comunità Energetiche Rinnovabili, alla cui crescita stiamo fortunatamente assistendo ogni giorno di più – più porteremo vantaggi alla collettività. Vantaggi che nessun singolo sarebbe in grado di realizzare da solo.La cooperazione fa la forza, anche nella battaglia climatica