Biografia di Futura

Futura vive con i genitori e il fratello sulla sponda del Lago Maggiore. Ha avuto una vita “normale”, almeno fino all’inizio della pandemia: ogni mattina suo padre prendeva la macchina per andare in ufficio a Milano, il fratello prendeva l’autobus per andare a scuola, mentre lei veniva portata a scuola dalla mamma che quindi si recava a Varese dove aveva un lavoro part-time con un notaio. Una vita un po’ frenetica, ma “normale”. Per fortuna c’era il week-end in cui poter godere del lago e dei suoi dintorni. D’estate tutti in vacanza al mare. Una volta all’anno Futura e i suoi cari visitavano una capitale d’Europa: “Per uscire un po’ dall’Italia”, dicevano.

La pandemia ha cambiato completamente la vita di Futura. Non vede l’ora che finisca, ma sa che le cose non saranno più come prima. Il papà ad esempio, sa già che continuerà il telelavoro tre giorni alla settimana, e il fratello maggiore, “vista la situazione”, sta seriamente pensando di non andare all’università.

Futura, come molti suoi coetanei ha preso a cuore il tema dei cambiamenti climatici, ispirata anche da una sua coetanea svedese molto famosa e per questo ha attivato suo particolare profilo Instagram.

Futura sa che il cambiamento climatico è dovuto alle emissioni di gas serra derivanti da una serie di attività umane, ma ha sempre pensato che fosse un problema per un futuro lontano. Futura si è accorta, però, che il numero delle ondate di caldo, delle trombe d’aria e delle bombe d’acqua è in aumento anche intorno al Lago Maggiore. Cioè, vede e sente che il cambiamento climatico si sta già manifestando ora, come eventi più estremi e con danni a persone, aziende e ambiente vicini a lei.  

Il cambiamento climatico viene affrontato da tempo. Infatti, grazie a una serie di decisioni politiche a livello europeo e nazionale, le emissioni di gas serra sono diminuite di circa il 30% rispetto a quelle del 1990. 

Ma per evitare il peggio del cambiamento climatico, le emissione di gas serra devono essere ridotte a un livello tale che possono essere riassorbite dalla natura e da interventi tecnologici. Per arrivare a quel punto, l’Unione Europea ha deciso di ridurre le emissioni del 55% rispetto al 1990 entro il 2030. “2030, questo è domani!”, pensa Fortuna, “Questo richiede una forte accelerazione delle azioni finora intraprese!” In fatti, ogni settore della società deve continuare a contribuire: i singoli cittadini come consumatori, le imprese come produttori e le amministrazioni come facilitatori. 

Fortuna non può e non vuole aspettare gli altri. “Cosa possiamo fare noi, nella nostra famiglia? “, si chiede. Il telelavoro di papà aiuterà sicuramente a ridurre le sue emissioni di gas serra, e se suo fratello perseguisse il suo sogno di iniziare il “Forest Farming”, anche questo aiuterà. Ma è abbastanza? Utilizzando un semplice “calcolatore dell’impronta ecologica” ha scoperto che con il suo stile di vita pre-pandemico emetteva circa 8 tonnellate di gas serra ogni anno. Come può ridurlo a circa 5 tonnellate all’anno in dieci anni? Sicuramente dovrà usare tecnologie a zero emissioni di carbonio. Sarebbe utile se il governo incentivasse tali tecnologie e imponesse più tasse a quelle inquinanti. Forse dovrà adottare uno stile di vita meno frenetico. Cos’altro? 

Con l’aiuto di qualche amico Futura ha identificato 25 azioni che potrebbe intraprendere. Sono buone pratiche perchè già sperimentate da altri con successo. Hanno a che fare con il modo in cui riscalda e illumina la sua casa, con come si sposta e con ciò che mangia. Le trovi qui.

Futura è consapevole anche del fatto che le motivazioni per ridurre le emissioni di gas serra possono portare altri benefici. Possono infatti migliorare la qualità della propria vita o permettere un risparmio economico. Possono creare condizioni migliori per le prossime generazioni e per le persone vulnerabili.

La buona notizia è che tutte le buone pratiche raccolte contribuiscono a tutto ciò.